Treni fatiscenti, infrastrutture
arretrate, sanità carente, disoccupazione che registra record su record in
negativo.
Queste sono solo
alcune delle voci che fanno della Calabria una delle regioni più povere e
sottosviluppate d’Italia e d’Europa.
E’ da oltre 150 anni di vita dello Stato unitario che sentiamo parlare di questione meridionale che è stata sempre presente nella vita economica, sociale e politica del Paese, attraverso tutti i regimi politici, tutte le forme di governo e tutte le stagioni. Evocata, brandita, rivendicata, usurpata… si sprecano gli aggettivi per la questione più discussa e irrisolta della nostra storia contemporanea, la questione per antonomasia.
Come responsabile di Cosenza Prima di Tutto mi faccio portavoce di tutti quei giovani, donne e uomini che hanno vissuto e vivono una delle principali manifestazioni d’incompiutezza dell’Italia unita.
Siamo stufi di falsi proclami, stufi di essere discriminati continuamente da uno Stato che ha occhi attenti solo per interessi nordisti, stufi di essere etichettati come un popolo nullafacente, opportunista e pigro.
Sono convinto che è necessaria
una forte e dirompente presa di posizione da parte del popolo calabrese.
Nell’era delle tecnologie
più avanzate è inconcepibile che i trasporti su rotaia in Calabria siano
rimasti ai tempi del dopoguerra, pochi collegamenti con le città più importanti
e totale assenza di alta velocità.In più di un’occasione ho
sottolineato come in Calabria sono pochi i treni in circolazione, di cui i
ritardi sono un marchio distintivo, le infrastrutture regionali sono indietro
anni luce rispetto a quelle presenti nel resto del Paese, per non parlare dell’inefficienza e scarsa
tempestività nel risol- vere le sempre più frequenti défaillance.
E’ inaccettabile avere
una sanità commissariata da anni che non dà alcuna risposta, nè certezza nelle
cure. Ospedali chiusi, pericolanti, primitivi e sporchi sono l’emblema della totale
indifferenza che subiamo da parte di
un Paese guidato da un governo che non ha alcun interesse nel migliorare la
condizione sanitaria calabrese.
“La salute è il primo
dovere della vita” recitava Oscar Wilde, in Calabria questo concetto è alquanto
astratto e per alcuni versi utopistico.
Mete turistiche importanti (Praia a Mare su tutte) non dispongono di strutture ospedaliere all’altezza. Sostenere una visita o un esame i tempi di attesa sono biblici, per non parlare dei pronto soccorso. Siamo anche noi in Italia o no? Si parla tanto di accoglienza ai migranti, integrazione, ma i primi ad essere discriminati siamo noi. Come può, una regione come la nostra, risorgere dalle ceneri se non è rispettato il diritto alla salute?
Il fenomeno migratorio verso il Nord Italia e altri paesi europei che coinvolgono i giovani medici calabresi e i giovani in generale è in forte aumento, si parla tanto di occupazione giovanile con la pubblicizzazione di bandi e decreti utili solo a riempire pagine di giornali e fare propaganda ma non a dare risposte ai cittadini.
La Calabria ha bisogno di altro!!!
Si lanciano proposte e progetti senza conoscere le reali esigenze dei cittadini. Chi ci governa è totalmente distante dalle realtà territoriali.
Cosenza Prima di tutto ha deciso di fronteggiare la totale indifferenza dello Stato agendo da porta- voce e a supporto dei cittadini calabresi.
“Siamo pronti a mobilitarci, se necessario con azioni forti ma pacifiche, per ridare la dignità alla nostra Regione. Invaderemo strade e piazze, occuperemo stazioni e ospedali con manifestazioni e cortei affinché la voce del popolo calabrese possa finalmente essere ascoltata. Chiedo alla gente di Calabria di svegliarsi dal letargo voluto e imposto dai poteri forti e di sostenere e affiancare la battaglia di rivolta popolare calabrese per una Calabria migliore”.
Poco meno di due mesi fa, presso l’ospedale di Cosenza, perdevano la vita, per cause ancora sconosciute, Mariangela Colonnese e il bimbo che aveva in grembo, non possiamo, non dobbiamo e, soprattutto, non vogliamo più perdere persone care, amici, conoscenti a causa di una sanità inconsistente e debole. Per tali motivi, giorno 19 ottobre 2020 alle ore 19.00 saremo, nuovamente, davanti il pronto soccorso di Cosenza per pretendere una sanità degna di questo nome.
Luigi Camillo Lupo
Responsabile Cosenza Prima di Tutto